Orlando Furioso

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Seite clxxvi - Amone: con preghi invita, et al fin toglie in groppa, e per l'orme d'Angelica galoppa. 22 Oh gran bontà de' cavallieri antiqui! Eran rivali, eran di fé diversi, e si sentian degli aspri colpi iniqui per tutta la persona anco dolersi; e pur per selve oscure e calli obliqui insieme van senza sospetto aversi. Da quattro sproni il destrier punto arriva ove una strada in due si dipartiva.
Seite 120 - La bocca sparsa di natio cinabro; Quivi due filze son di perle elette, Che chiude ed apre un bello, e dolce labro: Quindi escon le cortesi parolette Da render molle ogni cor rozzo e scabro: Quivi si forma quel soave riso, Ch'apre a sua posta in terra il paradiso. Bianca neve è il bel collo, e...
Seite 120 - Bianca nieve è il bel collo, e '1 petto latte; il collo è tondo, il petto colmo e largo: due pome acerbe, e pur d'avorio fatte, vengono e van come onda al primo margo, quando piacevole aura il mar combatte.
Seite cxxvi - Inpositus fronti langueat ante meae. At mihi, quod formas unus vertebar in omnes, Nomen ab eventu patria lingua dedit. Et tu, Roma, meis tribuisti praemia Tuscis, Unde hodie vicus nomina Tuscus habet, 50 Tempore quo sociis venit Lycomedius armis Atque Sabina feri contudit arma Tati. Vidi ego labentes acies et tela caduca, Atque hostes turpi terga dedisse fugae.
Seite 38 - Di sodisfare a lei che gli 1 suase, Vivo corcossi, e morto ci rimase. Col corpo morto il vivo spirto alberga, Sin ch'oda il suon de l'angelica tromba Che dal ciel lo bandisca, o che ve l'erga, Secondo che sarà corvo, o colomba. Vive la voce; e come chiara emerga, Udir potrai da la marmorea tomba; Che le passate e le future cose, A chi gli domandò, sempre rispose.
Seite 148 - Se l'aver, se l'onor, se le persone m' hai tolto, e fatto il mal che far mi puoi, a che più doglia anco serbar mi vuoi?
Seite 137 - Oh quante sono incantatrici, oh quanti incantator tra noi, che non si sanno! che .con lor arti uomini e donne amanti di sé, cangiando i visi lor, fatto hanno. Non con spirti constretti tali incanti, né con osservazion di stelle fanno; ma con simulazion, menzogne e frodi legano i cor d
Seite 120 - E ch'indi tutta la faretra scarchi, E che visibilmente i cori involi: Quindi il naso, per mezzo il viso scende Che non trova l'invidia, ove l'emende. 13. Sotto quel sta, quasi fra due vallette, La bocca sparsa di natio cinabro: Quivi due filze son di perle elette...
Seite 120 - Si vede al fin de la persona augusta II breve, asciutto e ritondetto piede. Gli angelici sembianti nati in cielo Non si ponno celar sotto alcun velo.
Seite 104 - Poi si vide sudar su per la scorza, come legno dal bosco allora tratto, che del foco venir sente la forza, poscia ch'invano ogni ripar gli ha fatto...

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